Open Taxation

Cagliari – 4 ottobre 2015 - Seminario + Workshop

La trasparenza come strumento per ricucire il tessuto democratico.

 

HVzSrwvuOpen Taxation è un iniziativa, aperta a tutte le persone (fisiche e giuridiche) di buona volontà. La descrizione del progetto e il video del seminario di lancio vengono temporaneamente ospitati su aiutidistato.org  finché non sarà terminato il sito dedicato (www.opentaxation.eu). Abbiamo attivato un account twitter: @open_taxation e abbiamo un bellissimo logo (che vedete qui a sinistra e per esteso nella splashpage del sito dedicato all’iniziativa) realizzato dal mitico Andrea Pes.

Il seminario/workshop di lancio si è tenuto il 4 ottobre 2015 nell’ambito del festival SmartCitynes. Se scorrete in fondo alla pagina potete trovare il video integrale del seminario (è strutturato come una playlist dunque potete anche solo vedere i video degli interventi che vi interessano di più tra quelli che trovate nel programma, sulla barra a destra).

OpenTaxation – ideato da AiutidiStato.org, in collaborazione con la startup Nordai Srl e con il patrocinio del Circolo dei Giuristi Telematici – costituisce il primo esperimento di un progetto ambizioso, volto da un lato ad esportare i paradigmi ed i benefici dell’open data al settore dell’imposizione tributaria, dall’altro a mostrare le conseguenze benefiche che possono scaturire dalla iniezione di trasparenza per rammendare e rinnovare il “no taxation without representation“, pilastro un po’ malandato dei nostri sistemi democratici.

Il “consenso al tributo” è indicato nelle costituzioni democratiche come pilastro su cui si fonda la convivenza democratica. Dal “No scutage not aid shall be imposed on our kingdom, unless by common counsel of our kingdom” riconosciuto dalla Magna Charta nel 1215, al No “levying money for the use of the crown … without grant of Parliament” del Bill Of Rights del 1689, al “No Taxation Without Representation” sul quale nel 1765 si è scatenata la rivoluzione Americana, per arrivare al principio di riserva di legge in materia tributaria negli ordinamenti moderni (nella nostra Costituzione è l’articolo 23: “Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”).

Il consenso democratico è, però, un pilastro che traballa pericolosamente al complicarsi del regime fiscale e con la grande varietà dei campi in cui si esprimono le scelte pubbliche: se le scelte dei contribuenti/elettori maturano in un contesto in cui non c’è chiarezza, allora il consenso è solo parvenza di consenso, e uno dei fondamenti del nostro vivere insieme inizia a sgretolarsi. Viviamo, infatti, in tempi in cui la crisi economica e morale del nostro apparato istituzionale fa avvertire come “odiosa” e “ingiusta” l’imposizione tributaria, che nel nostro paese raggiunge livelli quasi intollerabili, che appaiono non giustificati dalla qualità dei servizi prestati al cittadino.

Questo disincanto si traduce in una sfiducia generalizzata dei cittadini verso gli organi elettivi, della quale triste termometro è la sempre più scarsa affluenza alle urne. A nostro avviso, per iniziare a ricucire il tessuto democratico è necessaria una forte iniezione di trasparenza, attraverso la quale possa esercitarsi il controllo da parte dei cittadini sulla coerenza delle promesse politiche con le scelte di riparto del carico impositivo effettivamente poste in essere. Solo attraverso la “conoscenza” e la “comparazione” dei dati sulla imposizione, affiancati a quelli sulla spesa pubblica, i cittadini e le imprese possono essere in grado di esprimere pienamente il proprio consenso e si sentiranno pienamente rappresentati (e – forse – torneranno a votare in percentuali degne di una democrazia matura).

No Taxation Without Representation 2.0.: dal consenso al tributo all’imposizione partecipata?

In quest’ottica, riteniamo che la trasparenza applicata al livello di governo locale possa aiutare a valorizzare il bellissimo strumento normativo introdotto dal D.L. Sblocca Italia, ed ancora poco esplorato. L’articolo 24 del D.L. 12 settembre 2014, n. 133 ha introdotto, infatti, all’articolo 24 delle “Misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio” (sotto il testo).

Grazie alla trasparenza può sprigionarsi tutto l’impatto positivo di una sana competizione al “meglio”, sfruttando “in positivo” la ricchezza dei tanti campanili d’Italia. Valorizzando la spinta dei cittadini e degli amministratori di un comune ad emulare e magari superare il virtuosismo dei comuni più o meno vicini (grazie al web la lontananza geografica non è più un ostacolo per le buone idee).

Art. 24 SBLOCCA ITALIA

ART. 24, Decreto Legge 12 settembre 2014, n. 133.  Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attivita’ produttive. (14G00149) (GU n.212 del 12-9-2014 )

(( (Misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio).)) ((1. I comuni possono definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purche’ individuati in relazione al territorio da riqualificare. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalita’ di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano. In relazione alla tipologia dei predetti interventi, i comuni possono deliberare riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attivita’ posta in essere. L’esenzione e’ concessa per un periodo limitato e definito, per specifici tributi e per attivita’ individuate dai comuni, in ragione dell’esercizio sussidiario dell’attivita’ posta in essere. Tali riduzioni sono concesse prioritariamente a comunita’ di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute)).

Attraverso questo esperimento di ingegneria sociale vorremo provare ad andare oltre la trasparenza come strumento di scelta al momento del voto, e provare ad immaginare nuove forme strutturate di coinvolgimento dei cittadini – opportunamente informati e formati – nelle definizione di migliori politiche pubbliche.

La diffusione capillare dei nuovi mezzi di comunicazione – per primi i social network – ci trasmettono il senso di una cittadinanza “connessa”, che vuole partecipare alla vita democratica esprimendosi non soltanto in occasione delle consultazioni elettorali, ma anche nei momenti intermedi in cui le scelte, specie le più importanti, vengono prese.

Quando i nostri padri costituenti hanno deciso di escludere che sulle leggi “tributarie e di bilancio” si potessero tenere i referendum ci stavano ricordando che la democrazia diretta non è necessariamente sempre il modo migliore di gestire le scelte pubbliche. Specie nei momenti difficili servono leader in grado di esprimere la sintesi del comune sentire degli elettori che li hanno votati, prendere decisioni difficili e poi spiegarle ai cittadini.

Tuttavia, la tecnologia moderna e l’esperienza della pianificazione partecipata, che si va affermando in altri settori della vita pubblica, ci consentono di immaginare un coinvolgimento più strutturato, non invasivo ed efficace dell’intelligenza collettiva di cittadini e imprese nella definizione delle scelte pubbliche, anche in ambito tributario.

In particolare, l’obiettivo che ci poniamo con questa iniziativa è verificare se sia possibile ipotizzare il coinvolgimento degli stakeholders (imprese e cittadini) nell’individuare comportamenti virtuosi degli stessi, che si possano tradurre in una riduzione della spesa pubblica e, specularmente, riflettersi in una riduzione dell’imposizione tributaria.

Abbiamo deciso di iniziare questo percorso portando l’esempio la TARSU/TARI, tributo locale  a sistema “chiuso” per vincolo comunitario (in applicazione del principio “chi inquina paga” il gettito deve coprire le spese del ciclo dei rifiuti), dalla forte connotazione commutativa.

Proveremo dunque – dopo aver fornito ai partecipanti le coordinate in cui dovrà evolversi il  lavoro, ed aver portato testimonianze di “best” e “worstpractices – a mettere insieme uno o più gruppi di lavoro che proveranno a elaborare esempi di comportamenti “virtuosi” che cittadini e imprese possono porre in essere, e che possono tradursi in riduzioni della spesa pubblica dell’ente e, specularmente, in una riduzione del carico impositivo legata al comportamento virtuoso.

Tutti sono invitati a partecipare attivamente, semplici cittadini, imprenditori, amministratori locali, funzionari pubblici. I risultati prodotti dai gruppi di lavoro saranno resi disponibili sul sito e costituiranno il primo nucleo di opzioni che andranno a costituire un archivio condiviso, nel quale saranno archiviate sia le best practices già in essere, sia le idee che – ove adottate dagli enti locali – saranno le best pracices del futuro.

Il progetto OpenTaxation presentato a SmartCityness e in Sardegna, proseguirà poi online e nel resto d’Italia, dando vita a una comunità di idee che si spera possa influire nel dibattito pubblico.

Chi fosse interessato a partecipare a questa nascente comunità, essere informato degli sviluppi e delle future iniziative, può iscriversi tramite il form.

E’ online la splash page di OpenTaxation (www.opentaxation.eu). Sinchè non sarà completato il portale questa pagina ospiterà la descrizione del progetto e la documentazione del seminario/workshop di lancio

Il programma

09:00 – 09:15 Accoglienza e registrazione di chi è interessato a partecipare anche al workshop. 09.15 – 11.30 SEMINARIO   I PARTE – IL PARADIGMA DELL’OPEN ADMINISTRATION

II PARTE – DAL CONSENSO AL TRIBUTO ALL’IMPOSIZIONE PARTECIPATA?. L’ESEMPIO DELLA TARSU/TARI.

(*) questa sezione è aperta al contributo di cittadini e imprese che vogliano segnalare esempi virtuosi che vivono nei propri comuni o di cui hanno letto nei giornali. Gli esempi possono essere esposti dai partecipanti anche direttamente durante il seminario. Chi non potesse essere presente o non ami parlare in pubblico può compilare il form cliccando sull’apposito link di questa pagina, oppure segnalarci i link alle best practice su twitter usando l’hashtag #opentaxation) 11.30 – 12.30 WORKSHOP I partecipanti formeranno uno o più gruppi (auspicabilmente composti da rappresentanti di tutti gli stakeholders: cittadini, aziende, istituzioni, università) dove, partendo dalle best practices presentate proveranno ad elaborare esempi di comportamenti virtuosi che – ove posti in essere dai contribuenti – possano riflettersi in abbattimenti di spesa pubblica e in conseguenti abbattimenti di imposta. I risultati prodotti dai gruppi di lavoro saranno resi disponibili sul sito.

Vuoi contribuire a questo esperimento di ingegneria sociale?

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Gli esperimenti con gli open data legali e fiscali

AiutidiStato.org e Nordai Srl hanno già elaborato nei mesi scorsi diversi esperimenti nel campo della comunicazione divulgativa di dati tributari e finanziari complessi, alcuni dei quali saranno raccontati nel corso di opentaxation. Li trovate su questo sito o sulla pagina di GeoNue dedicata al progetto pro-bono #LaMappaDelLunedì. Per semplicità di consultazione riportiamo di seguito quelli che ci sembrano più idonei a mostrare le potenzialità del progetto che oggi presentiamo, con i link diretti.